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PARALISI DEL NERVO FACCIALE E DEGLI ALTRI NERVI CRANICI

Paralisi del facciale

Definizione: condizione di natura lesionale o irritativa del nervo facciale (5° nervo cranico), responsabile dell'innervazione dei muscoli mimici della faccia, della sensibilità gustativa dei 2/3 anteriori della lingua, della sensibilità cutanea della parete anteriore del condotto uditivo esterno, dell'innervazione di alcune ghiandole salivari.
Clinica: il quadro clinico in caso di lesione completa del nervo è caratterizzato, dal lato omolaterale alla lesione, da abbassamento dell'angolo della bocca e del solco naso-labio-genieno con fuoriuscita di saliva dall'angolo della bocca, spianamento dele rughe dell'emifronte, ampliamento della fessura palpebrale con impossibilità a chiudere la palpebra, abbassamento della palpebra inferiore con fuoriuscita di lacrime dal forame lacrimale. Il tentativo di chiudere le palpebre provoca il tipico fenomeno di Bell, caratterizzato da rotazione degli occhi verso l'alto e l'occhio dalla parte della paralisi facciale rimane visibile. A seconda della sede di lesione lungo il decorso del nervo la sensibilità gustativa può essere o meno colpita. Talora può associarsi iperacusia con ipersensibilità dolorosa per suoni forti. Se la paralisi è presente da tempo e il ripristino della motricità non è completo si possono verificare, in caso di contrazioni di un muscolo facciale, sincinesie o movimenti involontari associati, come ad esempio la chiusura involontaria della palpebra in caso di movimenti mandibolari (segno inverso di Marcus Gunn) o la retrazione della rima buccale alla chiusura delle palpebre. Questi fenomeni sembrano riferibili a meccanismi di reinnervazione anomala. In caso di lesioni non a carico del nervo periferico ma in sede tronco encefalica o corticale (ad es. vascolari ischemiche o emorragiche), al di sopra dell'origine del nervo, il disturbo è caratterizzato da interessamento solo della parte inferiore del volto controlaterale alla lesione (paralisi di tipo centrale).
Eziopatogenesi: La causa più frequente di paralisi periferica del facciale è la paralisi di Bell. Questa patologia colpisce entrambi i sessi (incerto aumento di incidenza durante la gravidanza), interessa qualsiasi fascia di età e sembre più frequente in soggetti ipertesi e diabetici. L'esordio è acuto e raggiunge la massima gravità entro 48 ore. Nei giorni precedenti può essere presente dolore retroauricolare, talora si associa ipoestesia nel territorio trigeminale. In quasi tutti i pazienti è presente un'alterazione del gusto che tende poi a regredire. Solitamente la paralisi è unilaterale ma sono descritti casi di interessamento bilaterale.
Diagnosi: Clinica con il supporto di esami strumentali quali la RM che mostra presa di contrasto del nervo facciale. All'esame del liquor talora è stata riscontrato un aumento dei linfociti. L'esame elettroneurografico può aiutare nella valutazione dell'entità del danno e del recupero. L'80% dei casi si risolve in poche settimane o qualche mese. Elemento prognostico favorevole è l'iniziale recupero motorio entro la prima settimana. Sono descritte recidive della sintomatologia in corso di gravidanza, infezioni o in assenza di causa apparente.
Terapia: in fase acuta è consigliata l'assunzione di cortisone per os e associazione eventuale con antivirali es.acyclovir. Per protezione del'occhio interessato dalla paralisi si consiglia il bendaggio e l'uso di lacrime artificiali.
 
Altre cause meno frequenti di paralisi periferica del facciale sono legate alla malattia di lyme (infezione da Borrelia secondaria a puntura di zecca), all'infezione da HIV, infezione tubercolare mastoidea o a interessamento dell'orecchio medio, mononucleosi infettiva, patologie neoplastiche ad interessamento dell'osso temporale o in caso di neurinoma del nervo acustico, lesioni traumatiche da frattura dell'osso temporale. La paralisi del nervo facciale si riscontra anche nella sindrome di Ramsay Hunt, legata all'infezione del ganglio sensitivo del nervo facciale (genicolato) da parte del virus varicella zoster ed è caratterizzata anche da eruzione vescicolare del condotto uditivo esterno, della mucosa orofaringea. Talora determina interessamento anche dell'ottavo nervo cranico (stato-acustico) con conseguente vertigine e ipoacusia.
Terapia: cortisone per os e associazione con antivirali es.acyclovir.

L'interessamento bilaterale del nervo facciale (diplegia facciale) può essere presente in corso di sindrome di Guillain Barré, poliradicolonevrite infiammatoria demielinizzante.

Paralisi del nervo vago, glosso-faringeo e accessorio:

Il nervo vago (10° nervo cranico) è un nervo misto che presenta un'ampia distribuzione sensitiva e motoria. Le fibre sensitive innervano la cute del padiglione auricolare, la faringe,laringe, trachea, esofago e i visceri toracici e addominali; le fibre motorie del nervo vago si portano ai muscoli del faringe, laringe, palato molle ma anche alla muscolatura del cuore e degli organi toracici e addominali. L'interruzione completa del nervo vago comporta la paralisi del palato molle con conseguente abbassamento del palato dal lato della lesione, impossibilità di elevarsi durante la fonazione, deviazione dell'ugola verso il lato sano in corso di fonazione, assenza del riflesso faringeo e del movimento dei pilastri faringei dal lato leso. Inoltre la paralisi del vago comporta una modificazione anche della voce che diventa rauca, spesso nasale, per paralisi della corda vocale omolaterale alla lesione. Talora si può osservare a presenza di ipoestesia del forame uditivo e del padiglione auricolare.
Eziologia: le cause di paralisi del nervo vago sono distinguibili in traumatiche, compressive (es.tumori cerebrali, mediastinici, polmonari, linfonodi ingrossati), infettive (herpes zoster), da lesioni vascolari (ischemiche tronco encefaliche, dissecazione carotidea), iatrogena nel corso di un intervento chirurgico sul collo (es.chirurgia della tiroide). Non è raro riscontrare la paralisi isolata di un ramo del nervo vago detto laringeo ricorrente (solitamente il sinistro) con conseguente paralisi di una corda vocale e alterazione della voce, spesso sono forme idiopatiche.
 
Il nervo glossofaringeo (9° nervo cranico) è responsabile dell'innervazione sensitiva della ghiandola salivare parotide, dell'orecchio medio, delle tonsille, nonché della sensibilità gustativa del terzo posteriore della lingua. Per quanto riguarda la componente motoria innerva la muscolatura del faringe svolgendo un ruolo fondamentale nel controllo della deglutizione e della fonazione. Inoltre il nervo glosso-faringeo partecipa alla regolazione della funzione respiratoria e circolatoria in quanto presenta una componente sensitiva viscerale che va ad innervare il seno e glomo carotideo. E' raro osservare una lesione isolata del nervo glosso-faringeo in quanto dalla sua emergenza dal tronco encefalo decorre insieme al nervo vago e accessorio per poi distribuirsi perifericamente.
Eziologia: Le causa più frequenti di interessamento di questi nervi sono rappresentate da un tumore della fossa cranica posteriore, da un'aneurisma dell'arteria vertebrale, o da dissezione dell'arteria carotide interna che determinano compressione sulle suddette strutture nervose. Il quadro clinico è caratterizzato da voce rauca per paralisi di una corda vocale, disturbo della deglutizione, deviazione del palato molle controlateralmente al lato leso, anestesia della porzione posteriore del faringe, paresi dei muscoli sternocleido mastoideo e trapezio omolaterali alla lesione. Il nervo accessorio (11° nervo cranico) è un nervo esclusivamente motore responsabile dell'innervazione dei muscoli sternocleidomastoideo e della parte superiore del trapezio (la parte inferiore è innervata dal plesso cervicale). La lesione del nervo accessorio determina la paresi di questi muscoli dal lato della lesione con impossibilità del paziente a sollevare la spalla omolaterale, a girare il collo verso il lato leso, e accenno di scapola alata.
Eziologia: patologie traumatiche, iatrogene (lesione in corso di intervento chirurgico), malattie dei neuroni di moto, patologie infettive (zoster), post-infettive (poliomielite), siringomielia, neoplasie del midollo spinale, trombosi della vena giugulare.
 
Il nervo ipoglosso (12° nervo cranico) è un nervo esclusivamente motorio che innerva la muscolatura della lingua. L'interruzione completa del nervo determina la paralisi dei muscoli di un lato della lingua per cui questa appare deviata verso il lato sano all'interno del cavo orale e se viene protusa devia dal lato della lesione. Inoltre dal lato denervato la lingua diventra atrofica e può presentare contrazioni involontarie (fascicolazioni).
Eziologia: lesioni iatrogene (in corso di intervento chirurgico), post-infettive (poliomielite), malattie dei neuroni di moto, da compressione (aneurisma dissecante dell'arteria carotide), patologie traumatiche, vascolari (ischemiche o emorragiche tronco-encefaliche).
 
Paralisi del nervo oculomotore, trocleare, abducente:
Il nervo oculomotore (3°nervo cranico), il trocleare (4°nervo cranico) e l'abducente (6°nervo cranico) sono responsabili dell'innervazione motoria dei muscoli estrinseci dell'occhio. Inoltre il nervo oculomotore è responsabile dell'innervazione del muscolo costrittore della pupilla e dell'elevatore della palpebra. La paralisi di uno o più dei suddetti nervi comporta l'alterazione dei movimenti oculari nelle varie direzioni dello sguardo, con conseguente strabismo, diplopia (visione sdoppiata) e nel caso di lesione del terzo nervo cranico anche ptosi palpebrale e midriasi (dilatazione della pupilla) omolaterali alla lesione.
Eziologia: le cause più frequenti di lesione sono rappresentate da traumi con fatture della base cranica e dell'orbita, tumori endocranici della regione sellare, o tumori del lobo temporale che determinaziono erniazione, aneurismi della arteria carotide interna, tromboflebiti del seno cavernoso, neurite diabetica, meningiti o lesioni demielinizzanti. La paralisi completa e contemporanea di tutti e tre i suddetti nervi si può verificare nella sindrome della fessura sfenoidale, da lesione tumorale o infiammatoria di tale fessura dell'osso sfenoide da cui passano questi nervi per portarsi all'occhio, o nella sindrome del seno cavernoso associato a patologia vascolare della regione del seno cavernoso (tromboflebite o aneurisma carotideo).

[Adams]

Data: 25-07-2010 11:31:34
Argomento: Info



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